Influenza & Cape Fear: Promontorio della Paura.

Vale anche come Diario di Bordo del 20 e del 21 Dicembre.

Ho dato l’esame e preso 30.

Non è superbia, ma lo sapevo. Mi sono preparata anche troppo per un esamino così facile.. ora tutto sta nel vedere come me la cavo nel secondo semestre. Ho un piano così fitto che mi sembra già di annegare e non ho ancora cominciato.

Intanto, mi sono ammalata. Raffreddore mortale, starnuti e muco, muco ovunque.

Non so se avete presente quel personaggio di One Piece, Trebol, il braccio destro di Doflamingo. Ecco, lui ha tipo un’armatura di muco e io mi sento precisamente così. Purtroppo però io non posso combattere con lei, non la controllo a mio piacimento e non posso parare i colpi dei nemici intrappolandoli nel mio muco e sconfiggendoli grazie ad esso.

Ovviamente sono felice come una pasqua. Posso stare a casa da lavorare, riposarmi sul divano guardando serie tv o film dopo cena nella mia splendida televisione nuova, accarezzando Gino e lamentandomi.

Dio, quanto amo l’influenza.

Sono proprio felice.

21 Dicembre

Sempre influenzata, raffreddore che non passa, mi tappa le orecchie. A furia di soffiarmi il naso mi si sta sgretolando e ho sempre freddo ai piedi.

Ma sono a casa dal lavoro, guardo Law & Order SVU e coccolo Gino. Non chiedo altro dalla vita, non capisco perchè non posso essere pagata per fare questo.

Ieri ho addirittura visto un film con mamma: Cape Fear, Promontorio della Paura. Non quello del 1962, il remake di Scorsese con De Niro.

Forse non serviva specificare che ci fosse De Niro.. Esiste un film di Scorsese in cui non c’è?

Comunque, mia madre ovviamente è andata in estasi, visto che mi rifiuto sempre di vedere “film impegnativi” insieme a lei. E’ difficile da spiegare, ma è come se sentissi il peso delle sue aspettative. Il dovere di scegliere un film che non possa mai in alcun modo essere deludente, o stupido, o semplicemente d’intrattenimento. Non che lei non guardi cose che la intrattengono, ma deve sempre esserci dietro qualcos’altro.. per fare un esempio: Pomodori verdi fritti. Nessuno lo definirebbe un film pesante, certo, ma è comunque un qualcosa che ti obbliga a pensare.

Mentre io provo invece spessissimo proprio il desiderio di non pensare, non pensare assolutamente a niente. E ho come l’idea che per lei questo sia un male. Che mi giudichi…

Probabilmente non lo fa, è tutto nella mia testa.

Comunque abbiamo guardato Promontorio della Paura, che mi mancava all’appello. E beh, che dire.. che film.

Robert de Niro giovanissimo (e bellissimo nonostante quel bulbo -capelli- tremendo) nella parte di uno psicopatico che, appena uscito dopo 14 anni di carcere, si impegna come un missionario religioso in una crociata per perseguitare il suo avvocato difensore.

Ovviamente la persecuzione segue una lenta escalation nella sua follia. Prima lo incrocia casualmente per strada, poi sembra seguirlo, avvelena il cane della moglie (una Jessica Lange che dire splendida è poco), si avvicina a sua figlia a scuola fingendosi un insegnante. Il tutto accompagnato dalla rappresentazione sempre più spettacolare della sua perversione e della sua crudeltà.

Un mostro terrificante, spaventoso, disumano.

(L’uomo della mia vita, ovviamente).

E la fine è così grottesca che finisce per unire la paura e la comicità, con quella lotta infinita sulla barca e nel fiume.

Il cinema è sempre uno spettacolo meraviglioso.

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