Diario di Bordo

6 Dicembre

Una giornata piacevole, anche se non senz’ansia.

Mamma ha organizzato un pranzo con le sue ex-colleghe del lavoro, preparando da mangiare per tutto il giorno. Il piano era quello di andare in piscina per le 11.00, in modo da tornare a casa un po’ più tardi delle 13.00 e non sedermi a tavola con loro. Non che non ne avessi voglia, ma tutto quel cibo mi faceva paura.. poi la sera prima avevamo preso la pizza, ed il sabato fatto un pranzo con Fra. Avevo bisogno di un pasto senza preoccupazione, di una bella nuotata che mi sollevasse dall’idea di aver mangiato troppo, di tirare un sospiro di sollievo.

Piano fallito perchè tre su cinque delle persone invitate hanno disertato. e l’ultima proprio alle 9.30 di stamattina. Ho visto Momo cambiare faccia.. e non ce l’ho fatta a non rimanere. Quando si parla della mamma sono proprio una mezza sega, è il mio punto debole. Non posso vederla mogia, non ce la faccio.

Le ho detto che non avevo voglia di andare a nuotare e sono rimasta per pranzo, insieme a Sharingan (che oltretutto veniva da una mattinata poco piacevole, visto che aveva appena portato le ceneri della sua defunta ex-moglie al Giardino delle Rimembranze) ed alle due invitate rimaste.

La preoccupazione sul cibo è rimasta. E scombinare il piano alimentare così mi ha incasinato il resto della giornata, mi è salito in petto l’istinto di abbuffarmi e non mi ha abbandonato per tutta la giornata. E’ stata davvero una lotta interiore continua, tra spiluccamenti e sensi di colpa. Mi sono accorta che il mio problema spesso è proprio vedere il cibo, averlo in torno. Se non ce l’ho sotto agli occhi faccio meno fatica a smettere di mangiare, ma se qualcosa rimane a portata di mano è la fine. Anche se sono piena da scoppiare finisco per forza a piluccare, mangiucchiare, prendere, spezzettare, mangiare a piccoli morsi mentendo a me stessa sul fatto che quello sarà l’ultimo boccone, in eterno.

A parte questa spiacevolissima sensazione ed il senso di colpa che ha provocato, è stata davvero una giornata carina. Di chiacchiere fra donne e comprensione reciproca. Sarà che io le idealizzo, le donne.. però è vero che trovarsi male tra femmine è veramente difficile. E’ come se ci fosse qualche sottinteso che ci unisce.. nonostante l’età diversa, magari le idee diverse.. pensare che una della amiche di mamma mi ha detto che i tatuaggi mi rovinano il corpo e non riesce a guardarli da quanto le fanno impressione (che se lo avesse fatto che avevo 15 anni sarei probabilmente esplosa catapultandola fuori dalla finestra) ed io.. niente, ho ridacchiato. Le ho detto che invece secondo me sono una delle poche cose che mi rende bella.

Sono stata bene.

Al lavoro l’istinto del binge mi ha complicato la vita, ho fatto fatica a non abbuffarmi, a decidermi di andare a lavarmi i denti dopo cena (sì, ho portato uno spazzolino a lavoro perchè avere i denti puliti mi aiuta a smettere di mangiare durante la serata). Ho mangiato un microscopico pezzetto di torta e due -di numero- patatine rustiche. Poi ho lavato i dentini e sono riuscita a smettere.

Alla fine, nonostante la fatica, è stata una giornata vittoriosa.

7 Dicembre

Oggi il piano prevedeva studio e piscina.

E invece, come al solito, tutto in vacca.
Ero partita con le migliori intenzioni, ho preparato la borsa della palestra, messo il costume e fatto la mia infernale ora di autobus per arrivare in piscina dall’altra parte della città. Entrata in spogliatoio, svestita alla velocità della luce, docciata nel gelo tremendo della sezione di palestra con le docce. Ho fatto i tre gradini che separano spogliatoio e vasche e mi sono trovata davanti il deserto, nessuno che nuotava ed acqua ferma immobile. Il ragazzo che di solito fa i corsi di acqua gym parlava con un altro (devo dire molto carino), mi ha guardato stupito e mi ha detto: “ma avevi prenotato? Non ti hanno detto niente? Oggi è inagibile.”

Ma porca puttana.

Ho sfoggiato il mio solito sorrisone a 40 denti nonostante stessi morendo di freddo e di imbarazzo per la brutta figura (non avevo prenotato, o meglio, l’avevo fatto 5 minuti prima ed anche volendo non sarebbero riusciti a chiamarmi, quindi è stata una concomitanza di colpe, possiamo dire).

Me ne sono tornata sotto la doccia decidendo di godermi il caldo infernale dell’acqua. Vista l’ora di autobus almeno una doccia rilassante me la meritavo, senza dover sentirmi in colpa per il costo del gas..

Quindi sono tornata a casa, anche oggi senza sport che mi solleva dall’angoscia di dover mangiare senza aver bruciato abbastanza calorie. Però non ero di cattivo umore, nonostante la disavventura.

Ho incontrato mamma sotto casa e l’ho aiutata a portare su la lettiera del gatto. Le tirava evidentemente il culo per qualche motivo, cosa che mi ha un po’ incupito (poi mi ha spiegato che era colpa di suo fratello che proprio oggi l’ha chiamata per raccomandarsi di non far comprare alla nonna -loro mamma- creme idratanti come regalo di natale per la zia perchè ne ha già troppe).

Il mio umore è precipitato quando sono entrata in casa e mi sono accorta che mamma non aveva cucinato i carciofi come aveva detto che avrebbe fatto.

per i carciofi?

Si, per i carciofi.

Perchè in mattinata, prima di uscire, le ho chiesto: “Momo, cosa mangiamo oggi a pranzo? [sottinteso: informazione necessaria per la compilazione del piano alimentare giornaliero iperbilanciato ed attento che devo sforzarmi di seguire, direttive del centro disturbi alimentari della città]”.
E lei ha risposto: “Faccio i carciofi.”

E io ho scritto “carciofi” nel benedetto piano alimentare. Ho scritto “carciofi, fiocchi di latte, pane” e, pensando anche di nuotare, cosa che alla fine non ho fatto, ho fatto lo spuntino di mezza mattina aggiungendo al mio solito Actimel anche un piccolo pezzetto di pizza avanzato dai giorni prima, che non avrei mai mangiato se:
A) avessi saputo che non avrei fatto sport
B) non avessi programmato di fare un pranzo leggero a base di carciofi lessi e fiocchi di latte.

Quindi niente, mi sono depressa. E arrabbiata. E sono diventata antipatica.
E cercando di seguire i preziosi consigli di Miriam le ho spiegato perchè era problematico per me che a pranzo non ci fossero i carciofi (visto che sono una maletta da fare dovendoli pulire tutti avevo dato per scontato che non li avrebbe fatti, visto che nel primo pomeriggio avrebbe dovuto portare fuori nonna).
Non ho saputo controllarmi, però, ed ho usato un modo di merda. Il mio solito modo di merda da isterica repressa che si è scontrato col suo tiramento di culo provocando una mastodontica onda d’urto che ha investito entrambe ricoprendoci d’ira funesta -sì, proprio quella del pelide Achille-.

E niente, abbiamo litigato per i carciofi. O meglio, ci siamo evidentemente arrabbiate, lei sbatteva ogni oggetto che aveva tra le mani borbottando fra sè e sè, io sono esplosa in un pianto disperato e mi sono ritirata in camera. Abbiamo passato un’ora in silenzio, dicendo 2 o 3 parole di circostanza e comunque abbiamo mangiato insieme (i maledetti carciofi che alla fine ha cucinato).

Mi sono messa a letto subito dopo, senza dire una parola. E lei è venuta a scusarsi, e dire che le era venuto il nervoso e aveva sbottato con me anche se non c’entravo niente. E io ho ricominciato a piangere perchè non dovevo pretendere da lei che cucinasse i carciofi, aveva già avuto una mattinata piena e impegnativa e non avrei dovuto romperle i coglioni, eppure si è scusata con me come se fosse colpa sua. Ma io so che non è colpa sua, non lo è mai.

Sono una mammoletta.

Beh insomma alla fine ho pianto tanto che mi è venuto male alla testa. Quindi niente piscina, niente studio.

Però ho mangiato i carciofi.

P.S.
Mi sento in dovere di specificare che l’unico motivo per cui non ho cucinato io stessa i carciofi -soluzione che avrebbe risolto la situa senza tutto il delirio- è che sono l’unica verdura che non sono in grado di cuocere nè pulire. Ecco, nel caso qualcuno se lo stesse chiedendo. Non sono viziata, è che non so fare i carciofi.

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