1 Dicembre 2022
Buona giornata, iniziata con la seduta da Miriam in cui abbiamo parlato della gestione delle mie crisi di rabbia. L’ultima volta ho pensato di prendere il tavor per calmarmi ma non trattandosi di un attacco di ansia non credo che sia una soluzione utile.
Miriam dice che quella rabbia è energia, energia da sfogare, perché no, anche creativamente. “È un peccato che tutta questa energia vada sprecata” mi ha detto.. so che ha ragione, ma non so come fare.
Di solito mi vengono alla fine della giornata, e le dicevo che mi sento intrappolata perché se sono stanca, ad esempio, e mi viene un mal di testa tale che non riesco a studiare, mi trovo davanti a due opzioni: la prima, più familiare per me e per la mia ossessione per la produttività, consiste nell’ignorare il dolore o la stanchezza e continuare a fare ciò che sto facendo. Cosa che ovviamente oltre a non essere sana finisce per peggiorare la situazione, affaticarmi e farmi esplodere nei giorni successivi. La seconda strada invece consiste nel prendere atto che il mio corpo mi sta mandando un chiaro messaggio di STOP, che devo ascoltarlo, fermarmi, e ricominciare in un altro momento. Il problema di questa seconda e più salutare via riguarda il fatto che una parte di me non vuole permettermi di fermarmi, di prendere fiato. Fare meno di ciò che mi ero prefissata fa scattare una sorta di dialogo interno pieno di voci raccapriccianti che altro non fanno che occuparmi la testa di pensieri negativi, di insulti, di angosce e preoccupazioni.
“Inutile”; “Fallita”; “Incostante”; “Inaffidabile”; “Inetta”; “Pessima”; “Ritardataria”.
Pensieri che invadono a cascata il resto della mia mente e si attaccano a qualunque cosa, alla mia immagine nello specchio che improvvisamente diventa disgustosa, a ciò che sto cucinando per cena che diventa troppo grasso e calorico, all’idea dei miei amici che di punto in bianco mi frequentano per pietà, al mio ragazzo che mi mal sopporta solo perché è troppo buono per mandarmi via.
E poi l’esplosione, la voglia di urlare e strapparmi la pelle di dosso, spaccarmi le mani contro il muro, la testa per terra, uscire per strada e farmi investire da un camion di 500 tonnellate.
E dunque? Che ci faccio con tutta questa energia?
Miriam dice che devo sfogarla, allontanarmi fisicamente dal posto in cui sono (uscire di casa, uscire dalla mia stanza) e agirla, agirla fisicamente. Camminare per 10 minuti scattando foto alle cose che vedo, ballare, disegnare, saltare, cantare. Tutto, tutto ciò che mi viene in mente e che può sfogare quell’energia che tanto chiede di uscire.
Ci proverò, come sempre.
È stata una bella seduta alla fine, anche se ho paura di annoiarla parlando sempre delle stesse cose.
Dopo sono andata a nuotare ed è stato tanto bello quanto faticoso. Nel pomeriggio ho studiato. Tutto okay.
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