Rassegna settimanale delle cose belle, dolci o simpatiche che mi sono capitate sotto gli occhi.
Anche questa settimana è volata senza che me ne accorgessi. I giorni sono così brevi, con tutte le cose che ho da fare, che mi sembra abbiano la metà delle ore. Eppure sono stancantissimi..
Devo dire che questa settimana è stata molto positiva. Ho fatto tante cose, e fra queste anche tante cose belle. Ho avuto pochi pensieri brutti.. e va detto quando succede, va scritto da qualche parte in modo da ricordarsene. Se no finisce che i momenti o i periodi sereni svaniscono nel nulla, nella moltitudine di difficoltà che ci sovrasta e in cui ci sembra di annegare.
No, questa settimana è stata bella. Sono stata bene.
E sono felice di me stessa perchè sono riuscita a non farmi trascinare dal solito incubo di doveri e responsabilità, mi sono concessa anche dell’altro, ed ha funzionato.
Per iniziare con le cose belle comincerei con queste due foto trovate in giro:


“Campari è meglio che morire” mi ha fatto proprio ridere, anche se resterò per sempre team Aperol.
La seconda immagine è di una piccola edicola nella piazza di un quartiere popolare, quello dove sta la mia palestra. Visto che la fotocamera del mio telefono è completamente scassata non rende affatto bene tutti i colori che la vestono, è come se fosse una piccola macchiolina di gioia in mezzo al nulla, al grigio, all’asfalto e ai palazzoni. E’ bellissima e mi ha fatto sorridere.
La seconda cosa bella fa sempre parte della serie: è arrivato l’autunno.

E’ una zuppa di ceci e patate.
O meglio, è LA zuppa di ceci e patate di Greta Sgarbo.
Ci vuole una premessa: io e lei ci conosciamo da circa dieci anni, ed è da dieci anni che ridiamo delle sue preferenze alimentari. Quando abbiamo fatto amicizia mangiava solo 3 cose: passata di pomodoro, feta e ceci. E basta. Letteralmente. Io che sono sempre stata una buona forchetta ho dovuto spingere il mio amore al di là di questo immenso ostacolo che rischiava di dividerci per sempre, ma per ricambiare i miei sforzi, da qualche anno, Greta Sgarbo ha imparato e poi perfezionato al millimetro questa ricetta, che noi chiamiamo: zuppa dell’amore. Quando decidiamo di prenderci un pomeriggio di tranquillità e chiacchiere a casa, facciamo sempre la zuppa dell’amore, che è anche un modo per inaugurare l’arrivo della stagione fredda, dei brodini, delle serate con la coperta e le serie tv.
La zuppa dell’amore è una delle cose speciali della mia vita, e questa è stata la prima dell’anno. Era buonissima, sapeva di amicizia e felicità.
Rimanendo sul tema cibo, passiamo alla terza cosa bella, che purtroppo non ho fotografato ma che è stata la “festa di compleanno” del mio Fra. Non riesco a realizzare che abbia compiuto trent’anni.. una soglia spaventosissima. E’ stata una serata davvero tenera, passata con la mia mamma, che ha allestito come regalo un cestino di vari funghi trovati in montagna (porcini, galletti e trombette dei morti) quasi a mo’ di buquet floreale.
Abbiamo mangiato in una trattoria di montagna e mi sono goduta una meravigliosa polenta con fonduta e tartufo, vino rosso della casa, patate al forno -sempre col tartufo- e torta con crema pasticcera e mirtilli.
Tornati a casa io e Fra abbiamo passato ancora un’ora in macchina, a chiacchierare. Mi sono addirittura concessa una cannetta, evento più unico che raro.. mi scalda sempre il cuore vederlo felice. Vederli felici, perchè anche gli occhi della mia mamma brillavano di gioia.
A PROPOSITO DELLA MAMMA! Bisogna assolutamente inserire in questa rubrica un evento che merita striscioni appesi alle pareti, trombe sonore, cappellini della festa e coriandoli perchè dopo quarant’anni di lavoro l’hanno finalmente chiamata per ANDARE IN PENSIONE!
Uno potrebbe chiedersi a cosa è dovuto tutto questo entusiasmo, e non gli darei torto. La pensione è sempre una bella notizia, ma nulla di speciale, no? Eh no, perchè ho visto mia madre spezzarsi la schiena e distruggersi la testa alzandosi alle 4.00 del mattino, negli ultimi dieci anni, senza possibilità di cambiare i turni nonostante avesse sessant’anni, e nonostante questo non prendersi un giorno di malattia che non fosse estremamente necessario. Ho sentito solo un briciolo della sua fatica e mi sono sentita schiacciata, non oso immaginare come debba essere stato per lei.
E dunque si festeggia, si festeggia per almeno una settimana. Che gioia pensare che possa godersi la vita, finalmente.
E quindi passiamo alla quinta cosa bella di questa settimana, ridimensionando un po’ il livello:

Sembra un fumetto, ma è la parete di un locale in cui sono stata qualche giorno fa e che fa il ramen più buono che io abbia mai mangiato. Mi ha messo davvero di buon umore mangiare sotto il sorrisone di Luffy di One Piece, ho pensato che devo proprio portarci Coso, pechè sicuramente gli piacerebbe da morire.
E dunque eccoci qui, settimana finita.. e a dire il vero ne è già cominciata un’altra. Spero che continui tutto su questa linea.. per il momento sembra funzionare.
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