Rubrica Positiva

Rassegna settimanale delle cose belle, dolci o simpatiche che mi sono capitate sotto gli occhi.

La fine di questa settimana arriva insieme ad una discreta stanchezza.
Sono ufficialmente ripartita a pieno ritmo. Ripresa che mi lascia sempre con uno strano retrogusto, come se il tempo scivolasse via, si perdesse fra le mille cose da fare fra cui mi svincolo.

Sono stanca, la testa piena di pensieri che sbattono da un capo all’altro del cervello come uno stormo di uccellini esagitati. Programmo e riprogrammo ogni impegno, riempio ogni minuto a disposizione, e quasi mi sembra di impegnarmi tanto per evitare di guardare al peso appoggiato sulle mie spalle. Pensieri che dovrei esplorare, discorsi che dovrei affrontare.. in un altro momento.

In questa pienissima settimana ho avuto poco tempo per soffermarmi sul bello attorno a me, ma qualcosa, da qualche parte, salta sempre fuori.

Iniziamo con le cose belle trovate in giro per la città, che ormai sono un must di questa rassegna:

Il primo manifesto recita:” Ai bambini non sorvegliati sarà dato un caffè ed un cucciolo di cane”. A guardarlo bene in realtà è un po’ inquietante, ma la prima cosa che ho pensato è stata: anche io voglio un caffè ed un cucciolo di cane.
La seconda immagine è un disegno gigantesco fatto sulla serranda di un negozio di tatuaggi (Underskin). Sono strani animaletti tatuati che si intrecciano fra loro. So che con tutta la street art che pubblico ormai sono diventata banale, ma ho un debole per i disegni che spuntano fra i mattoni, non posso farci niente.
Terza immagine: un piccolo gattino. Niente da aggiungere.

Seconda cosa bella, forse la migliore di tutte, di questa settimana:

Ho fatto un salto al corteo dei ragazzi del Friday for Future per il Global Strike del 23 settembre, una data generale di mobilitazione per la questione ambientale e climatica. Mi hanno fatto sorridere soprattutto due cose: la prima riguarda il fatto che mi sono sentita vecchissima, in mezzo a tutte quelle facciotte brufoline di studenti. Domani l’altro faccio ventiquattro anni eppure mi sembrava di averne centomila. Ho provato una tenerezza indescrivibile verso tutti quei ragazzi, cantavano, ballavano, reggevano i cartelli timidamente come se stessero facendo un torto a qualcuno, eppure c’era tanta voglia di gridare e farsi sentire, di occupare spazio, di essere ascoltati. Tanta speranza in quella timidezza.
La seconda cosa che mi ha fatto ridere è stato il sentir cantare gli stessi cori degli studenti dell’Onda del 2010: “Se ci bloccano il futuro noi blocchiamo la città”. Era brutto anche allora, figuriamoci adesso!

Terza cosa bella, il pranzo a casa dei miei nonni di quest’oggi:

Per chi se lo stesse chiedendo, la prima immagine è di una meravigliosa Torta di Riso. Un dolce tipico delle mie parti che in realtà non piace a nessuno che non sia di qua, e comunque anche noi a volte storciamo il naso. Non ho mai capito come possa non piacere, ma ricordo che una volta la portai a casa della mia amica Anne Bonnie per un Capodanno da festeggiare con la sua famiglia campana, che a momenti correva in bagno a vomitare appena dopo averla assaggiata.
Mia nonna ha 87 anni, con tutti i suoi acciacchi, ed era tanto tempo che non cucinava la Torta di Riso (che è davvero una rottura di palle da fare). Mi ha commosso trovarla in tavola.. era buonissima.
Di fianco tortelloni, va beh, niente da dire.
Una buona parte della bellezza di questo pranzo l’hanno fatta i miei vecchietti, che pur avendo quasi novant’anni sono ancora due trottole incontenibili. Dopo pranzo siamo andati a votare, tutti insieme, il che ha un po’ risollevato il clima funereo di queste elezioni. Una giornata dolce, in tutto e per tutto.

Quarta cosa molto bella, di cui purtroppo non possiedo fotografie, è stata andare a nuotare il giovedì mattina e trovare la piscina completamente vuota. Sono stata sola in quelle corsie silenziose e deserte per una ventina di minuti, approfittandone per sguazzare come una sirenetta, come facevo da bambina, piroettando sul fondo e risalendo, occupando tutto lo spazio possibile e galleggiando a peso morto. Una goduria senza fine, un momento di pace, di calma e di respiro.

Come quinta ed ultima cosa bella metto la prima bozza di un disegno che sto facendo per il compleanno del mio Coso.

E’ solo un inizio, ed io non sono una disegnatrice. E’ una delle tante cose in cui riesco mediocremente ma che ogni tanto mi piace coltivare.
Il senso sarebbe quello di ritrarre in stile vichinghesco una sua foto di quest’estate, che lo vede insieme a Kaia, un falco conosciuto al Montelago Celtic Festival dove si è divertito moltissimo.
Poi non so, forse io lo vedo un po’ così. Grande, grosso e burbero ma dal cuoricino tenero.
Pensavo che sarebbe stato uno di quei progetti pensati e mai iniziati, invece alla fine mi ci sono messa d’impegno e non mi sta neanche dispiacendo troppo. Ne sono un po’ fiera.

Aspetto con ansia i prossimi giorni, di inizio studio e meritato riposo.

Una replica a “Rubrica Positiva”

  1. Le piccole gioie della vita…che bellezza! La street art, secondo me, non è mai banale anzi, mi dà speranza che nell’underground delle città “un qualcosa” continua a muoversi, a pulsare e questo è bene.🎩

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