Breve racconto di un quadro plausibile

Seduta con le gambe accavallate e le mani sulle ginocchia, non riusciva a trattenere l’incessante su e giù dei suoi talloni, che sembravano muoversi in totale autonomia e con un nervosismo quasi nevrotico. Cercava, con poco successo, di non far trasparire dal viso la rabbia, la voglia di urlare, ma sentiva crescere dentro di sé la necessità di saltare al collo del suo interlocutore. Si immaginava una scena da film, tarantinesca: con un balzo felino in avanti si fiondava sulla sua inconsapevole preda, scavalcando il tavolo di legno che li separava senza nessuno sforzo fisico, agguantava il suo collo con entrambe le mani e ribaltandolo dalla sedia gli sbatteva ripetutamente la testa sul pavimento. Quest’immagine animalesca le fece tornare il sorriso per un momento, distraendola dalla situazione.
“Si parla tanto dei diritti dei gay, ma allora quelli degli eterosessuali? Perché non si parla mai di eterofobia eh? Ve lo dico io perché! Perché la lobby gay lo impedisce! Hanno il controllo dei media ormai! Lo sapevate che se sei etero ormai non trovi lavoro in televisione? Eh? Lo sapevate?”
Il nuovo sproloquio la riportó alla triste realtà, dove da ormai più di mezz’ora il soggetto seduto proprio di fronte a lei monopolizzava la conversazione, parlando così ad alta voce da impedire a chiunque nella stanza (che ospitava una ventina di persone) di iniziarne un’altra, cambiare argomento, proporre qualsiasi spunto per andare oltre il triste comizio, che ormai sembrava protrarsi in eterno.
Lei poi, era in una situazione particolarmente svantaggiata, in quanto nuova ragazza di un amico già inserito nel gruppo. Il che le impediva di esporsi come avrebbe fatto normalmente, ovvero agitando la mano nell’italianissimo gesto che prevede le dita unite fra loro, come a becco di Merlo, e chiedendo con retorico sgomento:” ma che cosa stracazzo dici?”
Eppure la sua natura la spingeva proprio in quella direzione, come continuava a testimoniare l’agitazione dei suoi piedi e la bile che dallo stomaco stava risalendo verso la trachea alla velocità della luce. Non riusciva proprio a trattenersi.. non voleva rovinare quella serata, né voleva incrinare l’immagine di giovane donna socievole e gentile che aveva faticosamente costruito con tutti i presenti durante le ultime due ore, ma era in balia di un’istinto impossibile da controllare. Era una questione di secondi, ormai.
Guardò il suo ragazzo, seduto di fianco a lei, come per scusarsi della sua imminente perdita di grazia, con un’occhiata chiaramente intenzionata ad avvisarlo di ciò che sarebbe successo. Prese un respiro profondo e schiuse le labbra:
“Oh ma lo sai che hai proprio rotto i coglioni?”
La voce di Mattia sembrò quasi uscire dalla bocca di lei per il tempismo con cui piombó nella stanza. E le risate che seguirono riuscirono a sollevare l’atmosfera, ripristinando il normale chiacchiericcio che aveva animato la serata fino a poco prima. Le sue labbra, colorate di un rosato troppo scuro, si richiuderlo senza emettere suono, mentre si voltava a guardarlo trasformandole in un sorriso sincero.
Fu come una prova del nove : la certezza di esserne innamorata.

7 risposte a “Breve racconto di un quadro plausibile”

    1. Ahahah grazie Panda! Sei una manna per la mia autostima ❤️

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      1. ❤ dico solo quello che penso

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  1. Brava davvero. Attendo il prossimo.

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    1. Grazie mille ahahah mi ero dimenticata di quanto mi divertisse ❤️

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  2. Come etero e amante dei diritti civili, non ho mai messo in discussione la libertà di opinione di nessuno. Gay, lesbiche, trans, c’è spazio per tutti in questo mondo, è grande, non si sta stretti. Personalmente, non mi sono mai sentito ne superiore ne inferiore a un gay o a un gruppo di gay o di donne lesbiche, sono esseri umani come tutti. Magari non come loro, diverso da loro, questo si, ma non per questo inferiore o superiore. Sono cose che non centrano con la superiorità o la inferiorità….
    Spero che non ti abbia fatto innervosire il mio commento, non volevo offendere nessuno. Ciao.

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    1. Ciao Darkon! Non c’è nulla di offensivo nel tuo commento, hai proprio ragione, il mondo è abbastanza grande per tutti! Il problema è chi crede che i diritti siano come una torta: darne una fetta a chi è diverso vuol dire averne meno per sé stessi. Non è così! Ho scritto questo raccontino di getto, una scena che può capitare a chiunque, ma l’intento era di divertirmi a descrivere la situazione ahahah grazie come al solito per il tuo commento!

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