Il cinque settembre ho un appuntamento con la dietista dell’equipe che si occupa di disturbi alimentari a cui mi sono rivolta qualche mese fa. Manca ancora tanto tempo, lo so, eppure sento le pareti dello stomaco corrodersi per l’ansia.
Agosto è stato un mese impegnativo. Dall’ultima visita, alla fine di luglio, ero uscita rassicurata ed ottimista, anche dopo aver ripreso qualche kilo rispetto alla fine immediata del dimagrimento. Ho passato un annetto ad oscillare fra 63 e 67 kg, ed ogni volta che mi avvicinavo a quel fatidico sette tornavo a dieta per farlo scendere. Ad un certo punto non ci sono più riuscita.. all’incirca da aprile rimangono gli stessi numeri sulla bilancia, il che mi getta in uno sconforto incolmabile.
Ho provato a stringere i denti, iniziato a fare sport e mi sono sforzata sovrumanamente di non pesarmi tutti i giorni e non contare le calorie, senza grande successo.
Agosto è stato un mese impegnativo perchè sono arrivata a 68.1 kg, ed ho perso la testa.
La mia immagine nello specchio cambia da un secondo all’altro, prima e dopo la pesatura. Dopo aver letto 68 il mio corpo era diverso. Deformato, cadente, grasso. Ho guardato i miei fianchi sporgenti, afferrandoli, spostandoli. Ho stretto fra le mani la carne dello stomaco, del ventre, così forte da lasciarci i segni delle unghie. Pensavo di strapparli via, di prendere le forbici e tagliarli. Le mie braccia, flaccide. Le mie cosce, gigantesche. Ho notato, per la prima volta, che appena sotto le natiche, sul lato delle cosce, sporgono come dei cuscinetti di grasso. Ho smesso di toccarmi, stringermi e graffiarmi quando è suonata una sveglia che mi ha riportato alla realtà. Erano passate due ore, senza accorgermene.
Ho scaricato, per la milionesima volta, l’applicazione del conteggio calorico. 1660 kcal, tre o quattro giorni di nuoto alla settimana, cinque o sei giorni di yoga, almeno diecimila passi al giorno.
Ma non ci riesco, non tengo il regime che mi impongo. Ho fame da morire, tanto che mi viene male alla testa. Posso sforare le calorie giornaliere a patto che mangi verdure crude. E’ un delirio che non ha assolutamente senso ma non riesco a fare diversamente. Cetrioli, carote, pomodorini. Tutti i giorni, tutto il giorno, con la fame che non passa.
Ogni cena fuori è una preoccupazione. Ho mangiato col mio ragazzo e gli ho lasciato metà del piatto fingendo di non avere più fame. Sono andata al cinema, non si poteva portare cibo da casa e per non prendere nulla dal fast food del drive-in ho cenato con un sacchetto di pop corn, piccolo.
Una sera ho mangiato la pizza perchè ero da sola. Avrei potuto mangiarne solo metà per saziarmi ma l’ho finita. E’ successo due giorni fa e non riesco a smettere di pensare che non avrei dovuto. Dovevo prenderla diversa, non dovevo mangiarla tutta.
Stamattina ho mangiato pochissimo, girando per tutta la città con i crampi allo stomaco. A mezzogiorno mi sentivo svenire dalla fame e ho preso un cappuccino. Al bancone del bar c’erano dei cornetti e dei mini donuts che mi facevano venire l’acquolina in bocca:
“ne prendo uno, di quelli piccolini”
“starai mica scherzando, vero?”
“E’ così piccolo, cosa vuoi che sia..”
“Ha 150 calorie”
All’una del pomeriggio sono andata a nuotare. Mi sono vergognata perchè lo stomaco mi gorgogliava. Ma se ritardo il pranzo avrò meno fame durante il pomeriggio. Posso saltare la merenda se mangio alle 15.00, non mi verrà mal di testa se sono ancora piena.
E ovviamente stasera non riuscivo più a smettere. Un boccone, poi quello dopo, poi quello dopo ancora. Se lascio un po’ di pasta forse è meglio. Mangio un frutto per dessert. Un po’ di yogurt con il miele. Chissà se ho del gelato.
Vuoto allo stomaco, una voragine che si apre, insaziabile. Mangia, fino a farti esplodere lo stomaco. Mangia tutto quello che trovi, non importa cosa.
E pensare che alla prima visita avevo anche fatto la figura di quella equilibrata, con la mia alimentazione varia e lo sport regolare.. come lo spiego alla dottoressa?
Mi vergogno, mi sento un fallimento, Per ora resisto all’abbuffata, ma la sento dietro l’angolo. Non so che fare e mi sento in trappola.
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